Modena

In viaggio nella pianura bolognese

Si parte dai principali centri della pianura tra il fiume Panaro e il torrente Sìllaro, un luogo rigoglio, votavo alla coltivazione e con un alto tasso di abitanti fa da sfondo ad un paesaggio suddiviso tra centri urbanistici e architettonici abbellito da incantevoli borghi medievali, simboli della colonizzazione della pianura e del controllo del territorio.


San Giovanni in Persiceto

Persiceto Castello della GiovanninaUno dei più importanti comuni del Bolognese, basa la sua economia sull’agricoltura e l’industria, infatti qui sorsero i primi movimenti cooperativi e di mutuo soccorso. San Giovanni deve il suo nome, molto probabilmente, alla pianta del pesco “persico”, presenta una ripartizione centuriale del territorio, unica traccia della colonia romana. Rappresentò per lungo tempo, fino al VII secolo, il confine sul alto occidentale dell’esarcato bizantino. Dal 1070 fu sotto la protezione di Bologna mentre nel 1838 fu eretto a città da papa Gregorio XVI. 


Vista San Giovanni in Persiceto!


Crevalcore e San Giorgio di Piano

MalpighiCon una insolita struttura urbana sulle strade a maglie ortogonali e una precisa ripartizione modulare dei lotti, Crevalcore venne riedificato nel 1231 dai bolognesi. La strada principale della città è costituita dall’unione delle vie Matteotti e Malpighi, che attraversa la città da est a ovest da porta Bologna, che fa da ingresso all’ospedale Barberini, e porta Modena. Nella chiesa dell’Immacolata Concezione e nell’oratorio della Pietà possiamo ammirare arredi, decori e dipinti del XV-XVIII. Percorrendo la via principale si possono ammirare diversi palazzi del 700 e il Teatro Comunale. Mentre, nella piazza Malpighi è posto il Palazzo municipale e la parrocchiale di S. Silvestro.



San GiorgioCostruito e rinforzato dal cardinale bolognese Cossa, San Giorgio di Piano è un grande possedimento fondiario dell’altomedioevo. Il ben venuto nel borgo, è dato dalla porta Ferrara costituito da una struttura ortogonale ancora ben conservata, risalente al Trecento, con merlature e fenditure dell’antico ponte levatoio. Nelle vicinanze della porta possiamo ammirare il palazzo Capuana, struttura signorile con facciata quattrocentesca. Percorrendo via della Libertà ci ritroviamo in piazza dell’Indipendenza nella quale sono poste l’antica chiesa di S. Giorgio e il Torresotto del XIV secolo.

 

Bentivoglio


Giovanni II BentivoglioDel 1475 è il famoso castello del borgo di Bentivoglio, posto in posizione cruciale lungo il canale Navile per il collegamento diretto di Bologna al Po. Il castello fu eretto da Giovanni Bentivoglio che inserì nella costruzione i resti di una rocca risalente al Trecento. In questi luoghi fu costruita una Torre alta 40 m dai bolognesi per stabilire comunicazione con la città, e altri centri della pianura, tramite segnali. Grazie alla posizione strategica, favorita dalla vicinanza del canale, attorno al castello furono annessi mulini, osterie, botteghe e conche idrauliche. La zona subì nel XIX circa un notevole restauro ad opera di Carlo Alberto Pizzardi, il proprietario, per mano di Alfonso Rubbiani, che oggi accoglie un centro di ricerca degli Ospedali di Bologna. Il castello e la rocca, risalente al Trecento, sono circondati da un fossato e da mura ghibelline con una fortificazione indipendente che fa da ingresso, mentre nella struttura interna a quadrilatero si trovano una corte loggiata con un pozzo e una cappella.

 

Budrio

Egidio AlbornozTra il 1363 e il 1379 il cardinale Albornoz fece sovrapporre lungo l’asse della centuriazione del nucleo medievale, il “castrum”. La presenza di torrioni cilindrici ricordano le antiche mura quattrocentesche distrutte nel 1911; tra il XVI e il XVIII secolo la città assistette ad un fiorente ad un notevole sviluppo economico, a testimonianza di tale crescita restano numerosi palazzi e case porticate. Al nome di Butrio viene spesso associato uno strumento musicale molto popolare in questa terre, Ocarina,  ideato da Giuseppe Donati nel 1853. Percorrendo via Bissolati possiamo ammirare palazzo Gandolfi e casa Tubertini realizzata da Filippo Scandellari.

In seguito alla demolizione di un isolato di piazza Quirico Filopanti è stata ottenuta la chiesa di San Lorenzo caratterizzata, nella facciata, dalla torretta dell’orologio. Nell’interno possiamo ammirare opere di numerosi artisti tra cui Ludovico Carracci, Mastelletta, Gaetano Gandolfi. Ad ultimare la piazza troviamo il Palazzo Comunale ch fu ristrutturato tra il 1879 e il 1888 in un nuovo stile neogotico da Luigi Menarini. Adiacente è la torre dell’orologio, costruita per far da guardia all’ingresso del castello .Ocarina di Budrio Doppia Al di sotto della Torre troviamo l’ingresso della chiesa S. Maria del Borgo all’interno della quale possiamo trovare Fuga in Egitto del Mastelletta.

In via Mentana ha sede il Palazzo della Partecipanza che ospita la Pinacoteca civica Domenico Inzaghi e il Museo Civico archeologico e paleoambientale. La parte più consistente della pinacoteca è l’eredità lasciata nel 1821 dall’Inzaghi al Comune. Fu resa disponibile al pubblico nel 1931 con dipinti di artisti della regione del periodo compreso tra il XIV e il XVIII tra i quali ricordiamo Ritratto virile di scuola borghese ferrarese.

Consulta la pagina delle Ocarine di Budrio!

 

Medicina

Per molti anni motivo di disputa tra la Chiesa e il Comune di Bologna, Medicina, feudo di Matilde di Canossa difese con testardaggine la sua autonomia fino al suo raggiungimento. Posizione strategica di collegamento verso la sponda ferrarese, durante la seconda metà dell’Ottocento fu sede del movimento socialista e delle lotte bracciantili. Nella campagna risaltano torri, campanili e altane, nel centro storico mura demolite nel Settecento custodiscono una conformazione urbana quadrilatera con vie porticate e architetture dei secoli XVI-XVIII.Medicina Parco delle Mondine

La via principale, via della Libertà, ripercorre il decumano della centuriazione che conduce a piazza Giuseppe Garibaldi, edificata nel XIX secolo. La strada collega piazza del Mercato al vecchio cimitero, luogo in cui è posta la parrocchiale di S. Mamante di Giuseppe Antonio Ambrosini, affiancata dall’operea di Carlo Francesco Dotti, il campanile di 53 m. Sul lato sinistro della chiesa si trova il palazzo della Comunità oggi sede della Biblioteca Comunale e del Museo Civico. Una zona del museo è dedicata alla ricostruzione del Laboratorio del liutaio Ansaldo Poggi che custodisce materiali del musicista Elia Vannini. La famosa Torre dell’orologio si trova tra via Cavallotti e via della Libertà, caratterizzata dalla statua della Vergine di Angelo Piò.


Castel Guelfo di Bologna

Nato intorno al 1207, piccolo borgo, durante il XIV secolo il comune di Bologna ci costruì una rocca e mura difensive. Di tali mura rimane a testimonianza una buona parte di esse e i quattro torrioni d’angolo e una grande torre quadrata a difesa della porta d’accesso. Sul lato sinistro della porta è posta la parrocchiale, poco più avanti il palazzo Malvezzi – Hercolani risalente al Quattrocento, subì numerose restaurazioni e a fine XVIII secolo fu completamente trasformato nell’interno e restaurato con l’introduzione di un cortile a portico e loggia.
 

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