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Maserati

 

In principio

Il 1° Dicembre del 1914 a Bologna fu fondata la Maserati da Alfieri Maserati, l’azienda nasce per sviluppare auto da competizione su strada con soli 5 dipendenti, tra i quali due erano i fratelli di Alfieri Maserati Ettore e Ernesto. Nel 1919 ci fu il primo trasferimento di sede da vicolo Pepoli a via Emilia Levante, alle porte della città, rione Pontevecchio.

MaseratiSubito dopo la guerra, Alfieri, inizia a correre con le vetture Isotta Fraschini ed iniziò a vincere molte gare di notevole importanza come, ad esempio, il circuito del Mugello, Aosta – Gran San Bernardo e Susa – Moncenisio. Ma nel 1924, in seguito ad un Gran Premio, venne squalificato per 5 anni avendo la possibilità di dedicarsi completamente alla sua industria. La squalifica riguardava anche la casa automobilistica, che venne in seguito revocata.

La prima auto completamente fabbricata dalla Maserati fu realizzata nel 1926 e fu chiamata “Tipo 26”, per la prima volta appare il simbolo della Maserati, probabilmente disegnato dal pittore Mario Maserati. L’esordio della Tipo 26 si ha nel 1926 grazie ad Alfieri Maserati alla Targa Florio, infatti in questa occasione arriva nono. Da questo periodo in poi ci furono grandi trionfi mondiali.

 

 

Maserati A6

Il 1937 vede il passaggio dell’azienda alla famiglia modenese degli Orsi, con il relativo trasferimento da Bologna a Modena. I figli del fondatore dell’azienda rimasero all’interno della Maserati in qualità di consulenti e, dopo 10 anni, precisamente nel 1947, fondarono una società la OSCA.

Maserati A6La Maserati riprese la produzione di automobili grazie alla progettazione di una nuova vettura GT, la A6 1500, che acquistò successo e fama grazie ad Alberto Ascari che vinse al circuito di casa Modena, mentre nel 1957 Juan Manuel Fangio ritornò alla Maserati e divenne campione del mondo per la quinta volta. Nello stesso anno la casa automobilistica annuncia il ritiro dalle competizioni, si dovrà attendere il 2004 per il suo rientro con il debutto della MC12.

Per ancora qualche anno la Maserati lavorerà ancora su commissione per la Cooper, in particolare nelle stagioni della Formula 1 degli anni 1966 fino al 1969, ottenendo due vittorie. In questi anni sia i modelli che la produzione crescono notevolmente ma, nonostante ciò, nel 1968 la Citroën rileva le azioni della famiglia Orsi.

 

La crisi

Maserati biturboNel 1973 la Citroën annuncia ufficialmente che la Maserati è in liquidazione, ma, grazie ad aiuti di alcune associazioni industriali, l’azienda riesce ad evitare la chiusura.

Una figura decisiva per la svolta della Maserati è Alejandro De Tommaso, un argentino che diventa amministratore dell’industria dopo l’acquisizione dell’azienda da parte della Benelli che garantisce una netta ripresa. Uno dei modelli di grande successo è la Biturbo, fabbricata sia come coupè che come spyder, ottima prestazione a poco prezzo.

 

La ripresa

Solo nel 1993 si assiste ad una vera svolta grazie alla Benelli che cede le azioni al gruppo Fiat, nuovamente cedute nel 1997 alla Ferrari fino al 2005 anno in cui ritorna alla Fiat Spa. Nello stesso anno Karl-Heinz Kalbfell viene assunto come amministratore delegato al quale viene anche affidato lo sviluppo strategico del polo sportivo Alfa Romeo Maserati.Maserati Coupè Nel 2000 si avviano i lavori per l’espansione dell’area direzionale di Viale Ciro Menotti e per la costruzione di una nuova rete commerciale.

Il rilancio dell’azienda apre nuove prospettive sul mercato anche grazie al lancio di nuovi modello come la nuova Spyder presentata l’11 settembre 2001 al salone dell’automobile di Francoforte. Inoltre si aprono le porte anche sui mercati americani ai quali come prima proposta viene presentata la nuova Spyder blu Mediterraneo. Un anno dopo viene presentato in anteprima mondiale al Salone dell’automobile di Detroit, il Coupé, a testimonianza della volontà di Maserati di espandersi nel mercato americano.

 

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