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Passeggiando nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa


Un percorso anche per i disabili

Il progetto completamente finanziato dalla Fondazione Carisbo ha permesso di estendere la mobilità nei Parchi regionali nella Provincia di Bologna rendendo agibili alcuni dei sentieri presenti nella zona per le persone con scarsa mobilità e ai non vedenti affidando il progetto ad una cooperativa sociale che contra tra i proprio membri anche personale con disagio psichico.

In questo progetto è intervenuta l’Associazione Para – Tetraplegici tra e per medullolesi (APR) della provincia di Bologna e l’Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti (ANPVI) che appartengono alla Federazione Italiana Superamento Handicap della regione Emilia Romagna, permettendo a ragazzi disabili di lavorare per creare servizi allo scopo di agevolare altre persone svantaggiate.

All’interno del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abadessa sono state segnalate tre zone:

  • il sentiero natura dei “Gessi della Croara”;
  • la Dolina della Spipola;
  • un tragitto nella proprietà dell’Azienda bio-agrituristica “Dulcamara”.

CalanchiLe aree sono state individuate e scelte per le caratteristiche morfologiche che hanno permesso la creazione di percorsi accessibili anche per gli aspetti naturalistici.
Il primo percorso, “Gessi della Croara”, è stato modificato per facilitare l’accesso ai disabili in carrozzina e ai non vedenti. Il percorso ha inizio presso la zona di sosta presente nei pressi della località “La Palazza” fino ad arrivare ad una piccola grotta detto “Buco dei Vinchi”.

Nella zona iniziale del percorso, precisamente sul limite occidentale della Dolina della Spipola, è stato predisposto un posto auto per disabili, da questo punto ha inizio il percorso nel parco che conduce ad un prato posto innanzi al sentiero accessibile grazie all’inserimento di passerelle in legno. Tale tragitto porta ad una grotta, la Buca dei Vinchi”, all’interno della quale è stato montato un ballatoio in legno che permette di osservare l’accesso alla cavità, sono presenti anche dei pannelli informativi sui fenomeni carsici e sui parati che si attraversano lungo il percorso.

Il percorso di Dulcamara è posto all’interno della proprietà dell’Azienda Agrituristica amministrata dalla Coop, in questa zona è stato pianificato un percorso che da la possibilità di essere a stretto contatto non solo con la natura ma anche cono i suoi abitanti. Si potrà avere un incontro ravvicinato con gli animali del posto e sostare presso un piccolo stagno e raggiungere la vetta del “Viale dei Mandorli” dove è posto il punto panoramico, con l’ausilio di un accompagnatore. Inoltre, seguendo tale tragitto, si attraverserà l’orto biologico, l’intera fattoria è stata predisposta in funzione delle esigenze dei disabili.
 

Escursioni nella dolina della Spipola e l'altopiano di Miserazzano

Il tragitto che vi proponiamo è uno dei più conosciuti tra quelli presenti nel parco, ha un tempo di percorrenza di circa 2 ore e si distribuisce attorno alla zona della Croara, particolarmente suggestiva grazie ad alcuni affioramenti gessosi che hanno creato un paesaggio di forte interesse scientifico e di grande splendore.

Nel primo tratto il percorso si sovrappone al sentiero dei “Gessi della Croara” collocato tra la Dolina della Spipola e l’altopiano di Miserazzo, fino ad arrivare verso la marte meridionale della Dolina costeggiando i margini orientali e settentrionali. Una parte del tragitto si sovrappone con il sentiero Cai813, che conduce alla chiesa di Monte Calvo; il percorso ha una struttura ad anello con alcuni dislivelli di circa 219 e 132 metri.
 

Esplorando la  Grotta della Spipola

Il percorso ha inizio presso l’ingresso della Grotta della Spipola con una quota di 135 metri posta alla base della Dolina che porta lo stesso nome. Il tragitto è in parte il risultato dell’intervento dell’uomo, in particolare fu costruito nel 1936 dal Gruppo Speleologico Bolognese in occasione dei lavori per la salvaguardia del luogo dai vandalismi.

Panorama val di ZenaL’ingresso originale porta il nome di Buco del Calzolaio, posto a 165 metri di quota) e fu attraversato da Luigi Fantini e alcuni speleologi del GSB, che entrarono per primi nella Spipola, che in seguito fu bloccato quando fu reso agibile il tragitto più basso. Fino al 1940 ci furono stretti controlli per la salvaguardia, in seguito tale zona subì numerosi atti di vandalismo per più di cinquant’anni, oltre per essere stato rifugio di guerra anche per l’indifferenza dei turisti occasionali.

Nel 1995 i GSB e USB, su commissione del parco, hanno curato la bonifica e interventi di adattamento in base alle indicazioni della Società Speleologica Italiana, per la riduzione dell’impatto ambientale. Durante tali lavori sono state installate cinque stazioni di rilevamento per misurare i valori di temperatura e umidità.


Il viaggio prosegue nei gessi del Farneto

Il percorso si estende sugli affondamenti gessosi del Farneto, precisamente tra i torrenti Zena e Idice, attraversando grandi depressioni come la Buca di Goibola, di Ronzano e dell’Inferno fino ad arrivare presso zone di grande interesse naturalistico e fragilità ambientale.

Il percorso si sviluppa su un’antica strada sterrata con lievi dislivelli, in ogni caso mantenendo la quota dei bordi delle doline. La strada è posta per la maggior parte all’ombra del bosco garantendo, in ogni caso, meravigliosi panorami sul territorio circostante. Anticamente, questa strada era parte di un antico itinerario medievale per il collegamento tra la pianura e la strada di Toscana.
 

Turismo nella natura tra Castel de' Britti, Ciagnano e Settefonti

Il percorso qui proposto è di particolare interesse naturalistico - culturale poiché attraversa insediamenti di rilevanza storica posti nel settore orientale del Parco, inoltre, tale zona regale meravigliosi panorami sull’area protetta e le zone limitrofe, grazie soprattutto alla favorevole viabilità di crinale spesso utilizzata.

Per una piccola parte del percorso si attraversa l’antica strada consolare, la Flaminia minore, nello specifico il diverticolo più occidentale che si estendeva presso il fondovalle dell’Idice, passando per Castel de’ Britti, e presso rio Calvane e via del Pilastrio per poi raggiungere Settefonti.

Tale percorso offre notevoli spunti e riflessioni sugli ambienti calanchivi e boscati, presenta inoltre dislivelli lievi estendendosi su fondi sterrati, solo in alcuni caso il fondo più arrecare problemi in occasione di piogge e nei mesi invernali, ad esempio presso le zone dei calanchi del rio Calvane.


A spasso nella natura partendo da Ozzano, Rio Marzano fino a Calanchi dell'Abbadessa e Foiano

Il tragitto parte dalla cittadina di Ozzano fino ad arrivare alla zona del calanchi dell’Abbadessa, prosegue verso l’azienda agricola Foiano, presso Settefonti e tramite un breve tratto ad anello si raggiunge il bacino calanchivo per poi rientrare nel percorso principale.

Panorama ContrafforteIl percorso conduce verso un territorio pedecollinare, di scarso interesse paesaggistico e sempre nella zona marginale del parco, ma rientrando nelle zone interne si attraversano aree di maggior interesse. Il percorso è caratterizzato da strade con sfondo asfaltato e sterrato e, in alcuni punti, sentieri di terra battuta in presenza di zone calanchive. In questo tratto l’abbondante vegetazione del substrato potrebbe creare alcune problematiche sui sentieri particolarmente nei mesi invernali e dopo le piogge a causa della presenza di fango e terreno scivoloso.

E’ un viaggio di notevole peso data la lunghezza del percorso di circa 12 km, ma in ogni caso possibile scegliere un percorso di breve durata per raggiungere in minor tempo la zona dei calanchi dell’Abadessa.
 

Sentiero agricolo del Foiano

Un cammino particolarmente interessante e diversificato che da la possibilità, in pochi chilometri, di entrare in ambienti selvaggi come ad esempio i calanchi o ammirare meravigliosi panorami, esplorare fitte aree boscose o osservare la quotidianità di una zona agricola collinare.

Infatti il sentiero si dirama all’interno dell’Azienda agricola biologica Foiano, amministrata dalla Cooperativa Dulcama che porta avanti un’agricoltura orientata all’agevolazione degli equilibri naturali. La zona è adatta anche ai più piccoli facendo attenzione al terreno particolarmente scivoloso nei mesi invernali.

 

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