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Il settore Occidentale


Carpi

Nonostante siano state reperite tracce che collocano i primi insediamenti in tempi remoti, secondo dati certi, Carpi è stata fondata nell’VIII secolo dal duca Longobardo Astolfo attorno alla pieve di Santa Maria della Sagra. Una volta ottenuta l’autonomia, soprattutto rispetto a Modena e Reggio, fu oggetto di contesa tra varie famiglie al potere ma con l’affermazione del possedimento da parte dei Pio nel 1327 rinforzò la sua posizione strategia, in quanto posta lungo la strada per Mantova.

Carpi

Proprio grazie alla famiglia Pio furono avviati progetti di rinnovo del borgo che determinarono il futuro sviluppo economico ed urbano. In particolare l’ultimo erede della famiglia, Alberto III, fu protettore di artisti e uomini di cultura particolarmente influenzato dalla corrente umanistica di Aldo Manuzio, suo precettore. Nel periodo rinascimentale si colloca il massimo splendore architettonico, in particolare grazie a Baldassarre Perruzzi.

In un primo periodo, tra il XVII e XVIII secolo, la produzione artigianale si specializzò nell’arte della scagliola e del “truciolo”, cappelli di paglie intrecciata, produzione sostituita nel secondo dopoguerra con la creazione di un nuovo settore legato alla maglieria e confezioni. Negli ultimi anni la città ha avuto notevoli evoluzioni soprattutto sulla trama urbana.

Carpi una città da visitare!

 

Novellara

Novellara Piazza Unità d'ItaliaLa città mantiene ancora i tratti della riforma del cinquecento avvenuta sull’impianto urbano, feudo di una famiglia dei Gonzaga per la durata di circa quattro secoli, ebbe un ruolo centrale all’interno del suo stato. In questa città nacque l’autore dell’attività edilizia del IV secolo, Lelio Orsi.

Percorrendo via Roma raggiungiamo piazza Unità d’Italia nella quale possiamo ammirare la collegiata di S. Stefano, edificata nel 1567, con decorazioni negli interni di Giuseppe Mazza. Verso ovest troviamo il maestoso ingresso alla Rocca edificata da Guido Gonzaga verso la fine de Trecento.

La rocca è anche sede del Municipio e del Museo Gonzaga che conserva una preziosa raccolta di ceramiche risalenti al periodo compreso tra il XVI e XVIII secolo originarie dell’ex spezieria dei Gesuiti. All’interno della corte troviamo l’ingresso del Teatro edificato nel 1868 sul modello del Teatro principale di Reggio.
 

Reggiolo

ReggioloIl monumento più importante della piccola cittadina è la Rocca dal 1242 una dei punti di riferimento per la difesa più forniti e munite della Regione. La rocca presenta una struttura quadrilatera con la particolarità dei quattro angoli aperti verso l’interno. Nell’ingente torrione centrale è conservata una scaletta usata in passato per introdurre le artiglierie.

Opera e capolavoro di Cesare Costa è la chiesa di S. Maria Assunta a sei navate in stile corinzio. In piazza Martiri nella zona meridionale risiede il palazzo Sartoretti che custodisce all’interno un magnifico salone adibito per ospitare feste e un piano nobile fastosamente decorato.
 

Correggio

Correggio San QuirinoSorta attorno ad una pieve lombarda un lembo di terra orizzontale che si estendeva tra i torrenti Cròstolo e Tresinaro, il nome deriva dalla famiglia che dominò tali terre sin dal medioevo: i Da Correggio, che orientarono la corte all’arte e alla letteratura ospitando illustri poeti e letterati. Tra i personaggi illustri ricordiamo Antonio Allegri detto il Correggio, Tasso, Aretino, Bembo, Ariosto. Corregio nel 1452 da feudo divenne contea fino ad ottenere il rango di città nel 1559, ed infine nel 1635 fu inserito nel ducato di Modena in seguito alla deposizione dell’ultimo membro della famiglia Correggio.

L’estensione dell’impianto urbano si distribuisce uniformemente intorno al centro storico di epoca medievale, facilmente reperibile attraverso il sistema dei viali che hanno sostituito il perimetro delle mura. Percorrendo corso Cavour possiamo ammirare il palazzo dei Principi, terminato all’incirca verso il 1500 su un disegno di Biagio Rossetti in una pregevole architettura rinascimentale realizzata dall’abile lavoro di architetti ferraresi. Il cotto rosato anticipa l’estroso portale, ricco di raffigurazioni, che precede il portico interno con colonne dai capitelli di ordine composito. Destano notevole interesse le sale interne tra le quali ricordiamo la sala del Camino caratterizzato dal soffitto in legno a cassettoni, un fregio raffigurante Tritoni con figure mitologiche e un maestoso camino scolpito.

Correggio Palazzo dei PrincipiAl secondo piano ha sede la Galleria che presenta esposizioni temporanee, e il Museo archeologico artistico Il Correggio, restaurato nel 2004. Il Museo richiama particolare interesse per la pregiata collezione di arazzi fiamminghi risalenti alla seconda metà del Cinquecento e dipinti di notevole interesse, in particolare il Redentore di Andrea Mantegna. Opere di pittori emiliani romani e toscani sono esposte nella sezione dedicata all’arte moderna assieme ad una ricca collezione di monete della zecca della città, mentre la zona dedicata all’archeologia custodisce reperti ceramici, manufatti fittili, armi e oggetti in ferro e bronzo risalenti all’altro medioevo.

All’interno della basilica dei Ss. Quirino e Michele, edificata tra il 1513 e il 1587, sono conservati reliquiari e un cofanetto d’osso, di non certa attribuzione agli Embriachi, nobile famiglia fiorentina. Corso Mazzini ripercorre l’antico confine che divideva la zona della rocca dal borgo commerciale e artigianale, su di esso si affacciano case porticate con colori pastello e rifiniture settecentesche e neoclassiche.

 

Rubiera

RubieraDistese erbose circondavano, fino a pochi anni fa, questo centro industriale posto nel punto di incontro tra la via Emilia e il fiume Secchia. Grazie alla sua posizione strategica verso la quale confluiscono numerose strade principali, vide i primi insediamenti già in epoche remote. Alcune tracce del dominio romano le ritroviamo nei resti del poste sul fiume Secchia dei quali ne rimane una lapide custodita nel Museo Lapidario Estense.

Nel 1200 fu rinforza tata con un castello militare del Comune di Reggio sotto la corte del gruppo degli Obertenghi. Tracce e testimonianze di tale postazione di confine e importanza storica rimane la pianta rettangolare di circa 300 metri x 200 con trama viaria ortogonale sul decumano della strada consolare che percorre i resti del castello. Tra le mura del castello, il quale divenne prigione per volere di Francesco IV, fu decapitato don Giuseppe Andreoli.

 

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